Non sono riuscito ad appassionarmi al dibattito sulla stepchild adoption. Perché è una discussione su un bisogno degli adulti, non del bambino.
Ho ben presente quanto sia triste la realtà dell’adozione nel nostro Paese. Oggi negli orfanotrofi italiani ci sono 35mila bambini. Li chiamano «minori fuori famiglia». A questi si aggiungono i 400 neonati abbandonati ogni anno alla nascita.

Le adozioni nazionali, in compenso, sono pochissime. In un anno si aggirano tra le 1.000 e i 1.300.
La politica non ha alcun interesse verso questi «minori fuori famiglia»: non votano ancora.
In Italia a decidere se una coppia può adottare o meno un bambino è il tribunale per i minorenni. Succede solo nel nostro Paese. Altrove sono i servizi sociali a guidare gli aspiranti genitori verso l’adozione. Da noi per adottare devi affrontare un processo: una coppia viene vista, valutata e rivalutata. E se diecimila coppie all’anno chiedono di adottare un minore italiano, alla fine solo una su dieci ci riesce.
In Italia i tribunali dei minorenni hanno totale potere decisionale sull’idoneità delle coppie, e ognuno fa a modo suo.
La cosa peggiora con le adozioni internazionali. In questo momento c’è una totale assenza del governo italiano su questo tema. La Commissione per le adozioni internazionali, massimo organo in materia, praticamente non funziona. Non si fanno incontri con le delegazioni straniere. Non ci sono trattative con Paesi disposti a lasciare che alcuni loro cittadini possano essere adottati.
L’apice si è raggiunto con il governo Renzi che ha messo alla presidenza della Commissione il magistrato Silvia Della Monica. In due anni non ha mai riunito la commissione, né ha fatto un incontro con le delegazioni straniere. Le richieste per aprire canali adottivi con nuovi Paesi stranieri vengono puntualmente rigettate. Molti lamentano addirittura di non riuscire a mettersi in comunicazione con la Commissione. E per mesi 150 famiglie sono state in attesa di una lettera per sbloccare altrettante adozioni dalla Bielorussia. Nelle adozioni internazionali i rapporti di diplomazia sono fondamentali. Se la commissione non favorisce questi incontri, i Paesi stranieri preferiscono dare figli ai francesi o agli spagnoli, non a agli italiani.
Senza dimenticare le trafile burocratiche da seguire per adottare un bambino. Tutto è a totale discrezionalità dei tribunali per i minorenni. In Veneto, ad esempio, il tribunale non da l’idoneità per le adozioni di bambini al di sopra dei sei anni. Altri tribunali dicono invece che non puoi adottare più di un figlio. È una violazione impressionante dei diritti umani. La coppia non ha alcuna garanzia di ottenere l’idoneità.
Nonostante in Italia ci siano 5 milioni e 300mila coppie sposate senza figli, le coppie che chiedono di fare un’adozione internazionale nel 2015 sono state solo 3mila.
Si è impauriti e scoraggiati. L’adozione non viene promossa e c’è una cultura negativa intorno alla coppia che vuole adottare. Ci sarebbero tanta altre cose su cui riflettere, sulla cultura dell’accoglienza e dell’adozione. Si preferiscono altri argomenti, le elezioni sono vicine.