Le parole del vino

Francesco Ferreri è un giovane enologo di Pantelleria, nonché produttore di vino. Mi ha molto colpito questo suo bellissimo racconto che trascrivo qui di seguito.

“Ricordo quando, alla scuola elementare, ci dissero di raccogliere gli antichi detti di Pantelleria. Tornai a casa entusiasta, il pomeriggio mia madre mi accompagnò dagli anziani di Kaffefi, la mia contrada. Poi andammo a Kufurà, Bukkuram e infine a Sibà, l’ultima prima della Montagna Grande.Mi sedevo accanto a loro e iniziavano a parlarmi della loro vita e di come fosse scandita dalle stagioni e dai proverbi utili a descrivere ogni circostanza. Segnavo tutto sul mio taccuino e dopo una settimana iniziai anch’io a parlare in rima nel dialetto arcaico.
Putami a Innaro, zappimi a Fivraro, sicunnami ad Aprili e lassimi durmiri.
Potami a gennaio, zappami a febbraio, smuovimi la terra ad aprile e lasciami dormire.

peynaudI degustatori di professione conoscono bene le quattro fasi della degustazione: l'osservazione attraverso i sensi (vista, olfatto, palato), la descrizione delle percezioni, il confronto con norme stabilite e il giudizio motivato. Il degustatore, si dice, effettua un'analisi sensoriale. L’attività di degustatore non è riservata a poche persone, tutti possono diventare degustatori, ma occorre rendersi conto che la degustazione è un'arte difficile, richiede tempo e pazienza. Ma alla fine i frutti sono abbondanti: solo chi sa bere ha il dono di sapere degustare.

Neruda ode al vinoRichiamo l'attenzione sul per noi per sottolineare il momento dell'incontro tra noi e il liquido odoroso. Per noi costituisce una sorta di rovesciamento delle posizioni: è il vino che ci interroga e che esige da noi delle risposte.
Incontrare il vino non è bere il vino. Il vino va degustato e la degustazione è l'evento nel quale è possibile sperimentare la bellezza e l'armonia. Pablo Neruda ha descritto magistralmente l'incontro con il vino.