Diario in pubblico

Cresce la tensione fra due concezioni diverse di affrontare la pandemia.
Da una parte c'è chi attribuisce il primato al diritto alla salute da cui discende il dovere dello Stato di proteggere la vita del cittadino a costo di limitare, sia pure temporaneamente, altri diritti individuali. Dall’altra, l’imperativo di proteggere le aziende, i negozianti, secondo una logica per cui le persone hanno un valore nella misura in cui producono e consumano.

Quando tutto questo sarà finito, come torneremo a vivere il nostro tempo?
Fino a qualche mese fa vivevamo viaggiando a ritmi elevatissimi. Ed erano persino ritmi che ci davano sicurezza. Poi è arrivato un virus e ci siamo scoperti fragili. In poco tempo la nostra vita è stata sconvolta.

I momenti più belli di questa quarantena sono i momenti di silenzio. Costa fatica stare in silenzio. Cerco di sottrarmi a questa inondazione di chiacchiere, bufale, bip, notifiche, avvisi, sparate dei politicanti, stronzate di ciarlatani, cantate ai balconi, canzoni sui social.