Una cosa che mi ha sempre dato molto fastidio è l’atteggiamento di superiorità degli intellettuali di sinistra. Oggi taluni per continuare a giustificare tale atteggiamento, si affannano a cercare un qualcosa di “sinistra” con patetici richiami ai valori. Tutto ciò mentre nel nostro Paese i partiti di “sinistra” praticano politiche che di “sinistra” hanno ben poco.

Poi ci sono quelli che sostengono che chi nega la distinzione tra destra e sinistra in realtà è di destra. Può essere così in qualche caso. Ma la mia impressione è che chi si affanna a dare contenuti a una non meglio precisata "sinistra", in realtà è un conservatore, uno che non ha il coraggio di percorrere vie nuove.
Rispetto la libertà di chi sente ancora il bisogno di etichettarsi di sinistra o di destra, eppure oggi più che in passato è indispensabile affrontare nuovi percorsi. Occorre avere il coraggio di mettersi in discussione per cogliere la ricchezza della complessità della realtà e lasciare che il cammino sia illuminato da quei principi che ancora oggi conservano una straordinaria attualità e che sono contenuti nella nostra Costituzione. A cominciare da quei tre valori sui quali si fonda il tessuto costituzionale: l'eguaglianza, la libertà e la solidarietà. A cominciare da quel manifesto di impegno contenuto nell'articolo 2: "La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell'uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l'adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale."