È sconcertante scoprire che la Francia da trent’anni sponsorizza il fenomeno del terrorismo.

Che l’Arabia Saudita, tra i maggiori importatori di armi da Usa, Francia, Gran Bretagna, Cina e Russia, sostiene gruppi jihadisti schedati dall’Onu come terroristi. Ma anche l’Italia, sebbene non sia impegnata nei raid aerei, è ai primi posti nell’esportazione di armi da guerra nelle regioni arabe.

I jihadisti continueranno a compiere attentati se non si interviene per impedire loro di vendere il petrolio alle compagnie multinazionali occidentali a costi probabilmente competitivi o al mercato nero. L’introito miliardario di quel commercio consente ai terroristi di acquistare armi.